Il Ritorno di Ulisse

Il Giornale di Ostia (25 novembre 2003)

Ulisse, un viaggio nella storia

 

Direttamente dal palcoscenico della “Bingamthon University of New York” arriva ad Ostia il poemetto a due voci di Francesco Agresti, “Il ritorno di Ulisse”. L’opera, pubblicata in italiano e in inglese con la traduzione di Anne Hild e Rodendo Urrabazo, affronta una coraggiosa messa a nudo delle contraddizioni insite nella storiae nel reale, attraverso un uso attualizzato del mito.

Agresti, che iniziaa lavorare negli anni ’70 non solo come critico letterario, ma anche come giornalista, decide in questa opera di mescolare i tratti dell’attualità agli strumenti della letteratura, scegliendo uno dei mezzi comunicativi più complessi: la poesia. La scelta di questo genere letterario non è un vezzo intellettuale ed elitario, ma piuttosto l’affermazione di un ideale politico e umano lontano nel tempo, ma ancora insuperato, quello dell’antica Grecia. Il “verso” per Agresti, non è soltanto il mezzo più congeniale ad esprimere le emozioni private dell’amore, dell’odio o della solitudine o l’espressione solipsistica dello scrittore che si rivolge a se stesso, ma può anche diventare uno strumento della riflessione razionale e dell’analisi intellettuale. Per questo motivo l’autore sceglie la poesia per condurre una vera e propria “demistificazione del reale” ed elegge l’epica come mezzo di diffusione corale del pensiero. La comune perdita di valori, infatti, segna il trapasso di un’epoca e richiede una riflessione collettiva sulla vita morale etica e civile.

Questa concezione artistica viene condivisa e rispettata nello spettacolo dalla regia di Valeria bordoni, che ha diretto la messa in scena del poema. La scelta di affidare l’interpretazione dei personaggi alle voci di Davide Curzio e Anna Visivoccia probabilmente non è del tutto casuale: entrambi sono attori del teatro popolare salernitano, vicini all’idea del teatro come arte itinerante, che arriva a portare le proprie storie nelle piazze e nelle strade dei paesi. Così il mito di Ulisse diventa la metafora letteraria per una verifica e una ricostruzione del sistema di valori dell’arte, come canale collettivo di interpretazione del presente e di costruzione “partecipata” del futuro. Per fare questo, Agresti sceglie uno dei miti più celebri della letteratura greca, e si confronta con illustri precedenti letterari come l’Ulisse di Joyce e la recente opera cinematografica “Lo sguardo di Ulisse”, capolavori indiscussi della elaborazione artistica che hanno testimoniato la crisi dell’individuo di fronte alla sensazione del viaggio e dell’ignoto. Alla rappresentazione del “ritorno di Ulisse”, realizzata in collaborazione con il Comune di San Felice Circeo e patrocinata dal Comune di Roma, saranno presenti oltre al presidente della XIII circoscrizione Davide Bordoni, anche il sindaco di San Felice Circeo e il presidente del Consiglio comunale di Roma Giuseppe Mannino.

 

 

Ostia Oggi (12 novembre 2003)

Il ritorno di Ulisse sbarca a Ostia

Sarà rappresentato al teatro del Lido di Ostia, il prossimo 27 novembre, con inizio alle 21, in collaborazione con il Comune di San Felice Circeo e con il Parco Nazionale del Circeo, e con il Patrocinio del Comune di Roma, XIII Municipio, il poemetto a due voci “Il ritorno di Ulisse” di Francesco Agresti, poeta noto per le sue opere legate al Circeo, sia in chiave naturalistica che epica. Gli attori che interpreteranno l’opera sono Davide Curzio e Anna Nisivoccia, esponenti di punta del teatro popolare salernitano, le musiche originali sono di Beppe Frattaroli, la scenografia di Maria Rosaria Lo Schiavo e la regia di Valeria Bordoni. Insieme con i dirigenti del Parco Nazionale del Circeo, saranno presenti alla rappresentazione il sindaco di San Felice Circeo, Giuseppe Schiboni, il Presidente del XIII Municipio, Davide Bordoni ed il Presidente del Consiglio Municipale di Roma, Giuseppe Mannino. Il poemetto, che il 27 ottobre scorso è stato rappresentato all’Università Bingamthon di New York su una traduzione di Anne Hild e Rodendo Urrabazo, altro non è, secondo l’autore, che “una vera e propria demistificazione del reale con tutte le sue assurde contraddizioni e che, servendosi del mito, usa l’aura dell’odierno Circeo in chiave epica come fruizione attiva e corale della storia”, ed in cui l’autore abbandona il canto solitario e dolente dell’artista per recuperare la componente razionale dell’evento poetico per coinvolgerci in una problematica dalle vaste implicazioni morali, etiche e civili. “Il ritorno di Ulisse”, era stato già rappresentato a Sabaudia, Paestum, Palinuro e San Felice Circeo, ed è stato pubblicato sia in italiano che in inglese per i tipi della Tiellemedia Editore.


Ostia Oggi
(12 novembre 2003)

“Il ritorno di Ulisse” di Francesco Agresti

“Il ritorno di Ulisse” al Teatro del Lido. Il poemetto a due voci di Francesco Agresti è una vera e propria demistificazione del reale con tutte le sue assurde contraddizioni. L’autore si serve del mito, usando l’aura dell’odierno Circeo, in chiave epica come funzione attiva e corale della storia. Il viaggio non si conclude in un ripiegamento interiore generando uno sfogo sterile e polemico bensì una verifica dei valori dell’arte legati alla tradizione suggerendo un uso diverso della poesia. Il poeta abbandona il canto solitario e dolente dell’artista per recuperare la componente razionale dell’evento poetico coinvolgendoci in una problematica dalle vaste implicazioni morali, etiche e civili. “Nel degrado dei valori che caratterizzano la modernità – spiega Martha Canfield – e nella conseguente perdita di un senso trascendente e di un progetto non immediato, l’uomo perso nel labirinto della metropoli cerca se stesso, una voce, un senso. Riaffiorano così i vecchi valori, gli eroi, La Grecia, la terra, la nostalgia della natura, il fascino dell’altro”.


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