Lucio Casula

Leone Magno. Il conflitto tra ortodossia ed eresia nel quinto secolo

 

Annales theologici – vol. 16 (2002)

di V. Reale

L'autore del presente volume è già noto agli studiosi per una recente monografia sulla cristologia leoniana (La cristologia di San Leone Magno. Il fondamento dottrinale e soteriologico, Glossa, Milano 2000). In questo nuovo lavoro, il prof. Casula torna ad occuparsi del grande papa e Dottore della Chiesa, proponendosi di illustrare, alla luce delle opere lasciateci da quel pontefice, il conflitto tra ortodossia ed eresia che ha caratterizzato il quinto secolo dell'era cristiana.

Nel primo e più esteso capitolo - "I. Leone Magno e le eresie" (pp. 39 - 125) -, l'autore, dopo aver introdotto, in modo breve ma essenziale, alla vita e alla produzione letteraria di Leone, offre un'interessante ed equilibrata panoramica sulle diverse dottrine eretiche con cui il vescovo di Roma dovette confrontarsi durante il suo lungo ministero (440-461). Il papa, infatti, non solo si impegnò a confutare - negli anni precedenti e successivi al Concilio di Calcedonia - i principali ed opposti errori cristologici del momento (rappresentati soprattutto dalle posizioni estreme di Nestorio e di Eutiche), ma dovette anche affrontare le insidiose dottrine dei manichei, dei priscillianisti, e dei pelagiani, che, almeno nel mondo occidentale, costituivano, da un punto di vista pastorale, una minaccia forse ancora più grave delle stesse deviazioni cristologiche. Il pontefice ritornò inoltre spesso, nei suoi interventi, a trattare su altre eresie del passato - sia trinitarie (modalismo, arianesimo, macedonianismo) sia cristologiche (in particolare le affermazioni di Fotino e di Apollinare) -, per mostrare anche polemicamente come gli errori del suo tempo non fossero in realtà altro che una nuova versione di quelle antiche e sorpassate aberrazioni contro la retta fede.

I rimanenti capitoli (II-VIII) costituiscono invece la parte antologica del volume (pp. 127-192) e ci sembrano essere l'apporto più notevole e specifico di questo lavoro: in essi l'autore offre, infatti, una preziosa e indovinata selezione di testi, tratti sia dalle epistole che dai sermoni del grande papa, riguardanti tanto l'eresia in generale (pp. 128-138) quanto, soprattutto, le singole dottrine contro cui egli dovette combattere (pp. 139-292). I brani sono presentati sia nel testo latino originale - secondo le migliori edizioni critiche esistenti, ma talora con alcune differenti scelte critiche puntualmente motivate - sia in traduzione italiana; essi sono inoltre preceduti da una rapida ma esauriente didascalia introduttiva e corredati dalle opportune note chiarificatrici.

Il volume è poi ulteriormente arricchito da una "Bibliografia leoniana" (pp. 19-38) e da una eccellente "Appendice" (pp. 239-358), che contiene schemi riassuntivi per una rapida consultazione dei principali dati e argomenti relativi al sermone e all'epistolario di Leone eche ci pare possa costituire un utilissimo strumento di lavoro. Inoltre, sono riprodotti fuori testo quattro fogli di un manoscritto pergamenaceo di un antico sermonario del secolo XI, conservati nella Biblioteca della Facoltà Teologica della Sardegna in Cagliari, dove l'autore svolge attualmente la sua docenza. Completano il libro gli indici finali dei testi leoniani, dei riferimenti biblici, dei nomi e degli autori citati nonché delle suddette tavole fuori testo (pp. 359-385).

Ci rallegriamo con il prof. Casula per questo lavoro, che si configura indubbiamente come un buon contributo per introdursi nello studio del grande Dottore della Chiesa e dell'ambiente teologico del secolo in cui egli visse.

 

Jesus - luglio 2002

Ortodossia ed eresie nel V secolo

di Mario Cattoretti

Leone I, primo papa onorato con il titolo di Magno, dalla data e dal luogo di nascita incerti, toscano forse volterrano, forse cortonese, fu pontefice per oltre un ventennio, a metà del secolo V (440 - 461). Illuminato assertore della sacerdotalis industria e della regia potentia, nell'intensa collaborazione fra Chiesa e Stato imperiale, resta famoso per aver fermato le invasioni barbariche o averne limitato i danni; anche se ormai considerati leggenda il suo incontro con Attila (452) e con il vandalo Genserico (455). Ma la sua grandezza "ecclesiale", sì da meritargli il titolo di dottore dell'unità della Chiesa (Giovanni XXIII, 1961), fu l'intensissima opera di difensore dell'ortodossia nei confronti di quelle eresie cristologiche, scardinatrici dei fondamenti della salvezza cristiana, propugnate da Nestorio ed Eutiche, dai Manichei, dagli Ariani e dai Macedoniani, dall'eresia pelagiana e infine da quella priscillianista. Un supremo Magistero apostolico, il suo, deciso rivendicatore della romanità del papato, in nome dell'assoluta integrità del Simbolo. Un magistero storicamente tramandatoci attraverso un ricco epistolario e un non meno denso sermonario, che ha attraversato i secoli della Chiesa e che nei soli tre secoli XV-XVII ha visto ben 80 edizioni.

Lucio Casula, giovane docente di Teologia sistematica, con sagace ed equilibrata ricerca critica, introdotta da un ampio e accurato capitolo sulla figura di Papa Leone, in termini più che biografici, di analisi letteraria, dottrinale, antiereticale, propone poi una ricca antologia di testi, in lingua italiana (testo latino a fronte), sia dei Sermoni, che delle Lettere, i quali documentano l'impegno teologico e pastorale, al servizio della Chiesa, in sintonia con un ortodossa difesa della fede contro dottrine giudicate empie.

Volume, solo apparentemente per lettori specialisti, e che rappresenta un illuminante supporto a cattedreecclesiastiche di Storia del Dogma.

 

Divinitas. Rivista Internazionale di Ricerca e di Critica Teologica

Nova Series, 46 (2003) pp. 109-110

di Brunero Gherardini

Uno splendido volume, sia per il suo contenuto, sia per la sua veste tipografica (cartonato, con sovracoperta a colori, pagina spaziosa, numerose tavole pure a colori). L'Autore, un ancor giovane studioso, si rivela appassionato per le vicende politico-culturali che avviarono l'eclisse di Roma e dell'Impero e, nel quadro di tali vicende, per la figura che vi campeggia a tutto sfondo: San Leone Magno. Su di essa L. Casula aveva già posato lo sguardo, studiandone il pensiero cristologico e pubblicando di rece4nte un saggio a tale riguardo: La cristologia di san Leone Magno. Il fondamento dottrinale e soteriologico (Milano 2000). Chissà che non voglia completare la sua fatica con un'opera sull'ecclesiologia di questo grande "romano" (tale sembra proprio essere, anche se ancora si continua a considerarlo toscano). Per il momento, godiamoci il presente studio sull'ortodossia e l'eresia nel quinto secolo.

Dico "godiamoci" a buon motivo: metodologia rigorosamente critico-scientifica, amplissima e frequentemente utilizzata bibliografia, intelligente distribuzione di note documentarie e soprattutto adesione alle fonti e alle loro edizioni critiche, traduzione di testi anche integrali. I motivi che accreditano quest'opera, come si vede, sono molteplici.

Otto sono le sezioni nelle quali si svolge l'assunto, analizzando la posizione del grande Pontefice in rapporto all'eresia e agli eretici in genere, alle eresie cristologiche e specialmente a quelle di Nestorio ed Eutiche, all'empietà manichea, alla cecità ariana e macedoniana, al veleno pelagico e priscillianista. Il valore della posizione leoniana consiste nell'avere non soltanto e puntualmente riposto ai momenti di crisi violentemente o subdolamente aperti dall'eresia all'interno della fede, ma anche nell'aver in tal modo concorso al progresso religioso-teologico, nonché socio-politico di quell'epoca di contrasti. Gli scritti di Leone, pertanto, sono anche una cartina di tornasole per meglio conoscere l'epoca stessa.

Al termine della ricerca, Casula chiude la sua opera con un'appendice contenente l'elenco dei sermoni e delle lettere di san Leone, l'indice dei testi leoniani semplicemente citati secondo le migliori traduzioni o tradotti direttamente, l'indice delle citazioni bibliche, dei nomi e degli Autori, nonché delle importanti tavole fuori testo. L'opera trae il suo valore anche dalla presentazione bilingue dei testi leoniani presi in esame, citati più o meno ampiamente in tutte le sezioni meno una, l'ultima, dove l'intera ep. XV su Priscilliano, i suoi errori, i suoi seguaci viene invece tradotta personalmente dall'Autore.

Ad esame concluso, l'immagine d'un Papa straordinariamente "grande" si imprime in profondità come geloso custode del patrimonio di verità lasciato da Cristo e dagli Apostoli alla Chiesa, come illuminato ed intrepido responsabile della "pax christiana", come teologo sempre pronto a tacitare l'errore con la forza e la luce della Sacra Scrittura e della Tradizione. Per quel poco che vale il mio giudizio, non ho indecisioni a riconoscere che si è dinanzi ad un'opera di grande spessore critico. L'augurio ad essa della massima diffusione è il minimo che possa fare.

 

Il Regno - 15 settembre 2002

L'autore, che insegna teologia sistematica presso la Pontificia facoltà teologica della Sardegna, è uno specialistadella materia, cui ha già dedicato il saggio La cristologia di san Leone Magno. Ilfondamento dottrinale (Milano 2000). Il presente volume si rivolge a un pubblico non necessariamente specialista, e, per la chiarezza dell'esposizione e dell'impostazione editoriale di fondo, si offre quale strumento idoneo tanto a una lettura personale quanto a un impiego scolastico e accademico. In buona sostanza, al di là dell'articolazione formale, il libro si può opportunamente dire divisosu tre plessi, il primo è costituito da un documentato e analitico repertorio: biografia scientifica (distinta in fonti, edizioni, traduzioni e studi), elenco dei sermoni (per ciascuno, indicazione di anno, data e ricorrenza liturgica) e delle epistole (anno, mittente/destinatario e contenuto di ognuna) e indici (testi leoniani, citazioni bibliche, nomi antichi e autori moderni). Il secondo offre un ampia presentazione della figura e dell'opera di papa Leone e delle eresie che egli combatté. Il terzo, il più ampio (7cc.), propone per ciascuna eresia trattata una scelta di testi leoniani con traduzione a fronte.

 

 

Studia Patavina – anno49 (2002), II 528-529, pp. 256-257

di Celestino Corsato

Da parte degli studiosi si è accresciuto, negli ultimi decenni, l’interesse scientifico per la figura poliedrica del papa Leone Magno come pure per il suo ruolo attivo svolto nel corso del suo pontificato (440 – 461) nell’ambito sia della storia ecclesiastica che di quella imperiale.

Già editore di una ricerca puntuale, metodica, fondata su una lettura fedele dei testi di san Leone, e condotta con l’acribia propria della dissertazione accademica, frutto del suo Dottorato in Teologia ottenuto presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma [La cristologia di san Leone Magno. Il fondamento dottrinale e soteriologico (Dissertatio. Series Romana, 27), Glossa, Milano 2000, pp. 378], Lucio Casula si cimenta ora nello studio delle testimonianze sermonarie ed epistolari del papa, dalle quali è messa in piena luce la netta posizione di Leone nel confutare le eresie e nel difendere la fede ortodossa.

Le dispute teologiche del quinto secolo hanno fatto progredire la comprensione e la concettualizzazione della verità rivelata codificata nelle Scritture e tramandata dalla Tradizione. Decisivo per l’approfondimento della dottrina teologica e per il consolidarsi dell’ortodossia è stato il confronto, e più spesso lo scontro, di opinioni diverse, ancorate a scuole, filosofie, culture contrapposte. Questo è, infatti, il contesto culturale in cui ha operato e si è inserito, con i suoi interventi pastorali e teologici, il papa Leone.

Il conflitto che ha visto Leone contrapporsi agli eretici nella strenua difesa della fede ortodossa, pone in primo piano la questione della dialettica tra verità ed errore. Più che due poli opposti ed antitetici, ortodossia ed eresia rappresentano – come afferma l’autore del volume che qui segnaliamo – due momenti del cammino storico ed esistenziale di maturazione intellettuale e teologica della Chiesa e di ogni uomo.

Nel primo corposo capitolo su “Leone Magno e le eresie”, il casula fa emergere con chiarezza la qualità teologica e politica della figura del papa, la controparte battagliera degli eretici con le dottrine che si discostano dalla comprensione e interpretazione intese dalla tradizione ecclesiastica, i nodi centrali ed 'essenziali' delle quaestiones disputatae, il metodo utilizzato e i criteri ermeneutici ai quali il papa si è appellato (Scrittura, Tradizione, insegnamento della Chiesa) per la genuinità e la garanzia delle soluzioni date ai problemi posti.

In sette capitoli vengono selezionati ed editi-tradotti-commentati-analizzati testi leoniani tratti dai sermoni e dalle lettere: sulle eresie cristologiche in generale, sulle controversie nestoriana ed eutichiana in particolare, sugli errori di Mani e dei manichei, sulle dottrine eretiche trinitarie degli ariani e dei macedoniani, sulle affermazioni erronee dei pelagiani, sulla questione di Priscilliano e dei suoi seguaci (in quest’ultimo capitolo viene edita e tradotta integralmente l’epistola 15). Ne esce una panoramica di eretici (oltre a quelli nominati, anche modalisti, fotiniani, apollinaristi) che hanno messo a dura prova la coerenza e la fedeltà della Chiesa al suo “Signore”, al “depositum fidei”, alla rivelazione “consegnata” dagli apostoli alle chiese attuali e garantita mediante la successione ininterrotta dei vescovi.

L’affermazione dell’ortodossia mediante la confutazione degli errori dottrinali e il progresso nella chiarificazione dell’uso dei termini linguistici e nell’approfondimento della rivelazione salvifica, trovano in Leone un protagonista ecclesiale convinto ed appassionato, che la documentazione dei testi testimonia (lodevole, nel contesto culturale attuale, il proposito di fornirli anche in lingua latina secondo le migliori edizioni oggi esistenti, con migliorie critiche).

Una parola di plauso va detta per l’Appendice (pp. 293-358), che contiene schede

 

Vetera Chistianorum Rivista del Dipartimento di Studi classici e cristiani Università degli studi - Bari

Anno 39 (2002) fasc. 2, p. 415

di Maria Pia Pizzo

 

L’Autore apre il volume con una parte dedicata alla Bibliografia leoniana, comprendente fonti, edizioni, traduzioni italiane, studi; segue poi un articolata presentazione dei testi leoniani in sette capitoli: finalità precipua di ognuno è far emergere la posizione di Leone I nei confronti delle eresie e dei loro fautori.

Il primo di questi raccoglie i passi che mostrano come la principale preoccupazione antiereticale fosse mossa dalla convinzione che le eresie sono uno strumento diabolico, che miraa minare alla base il fondamento della salvezza umana.

Il secondo e terzo capitolo offrono testi relativi alle eresie cristologiche, in particolare alle controversie di Nestorio ed Eutiche.

Per il quarto capitolo l’Autore ha selezionato i testi che mostrano gli errori attribuiti a Mani e ai suoi adepti, considerati particolarmente pericolosi per la fede e la moralità dei fedeli; l’antimanicheismo ha rappresentato la principale preoccupazione della prima fase del pontificato di Leone I.

Nel quinto capitolo sono confluiti i testi che hanno come bersaglio gli errori degli Ariani e dei Macedoniani, che l’Autore tratta parallelamente volendo dare un quadro quanto più dettagliato e completo possibile sulle loro implicazioni e conseguenze.

Il sesto capitolo offre la traduzione integrale delle due lettere contro la dottrina e la prassi pelagiana, diffusasi nel Veneto, di riammettere con troppa facilità tutti coloro che in qualità di presbiteri, diaconi e vescovi, si erano resi fautori di quella dottrina.

L’ultimo capitolo, dedicato alla questione priscillanista, offre il testo integrale dell’Ep. 15, nella quale Leone I passa in rassegna gli errori istigati da Priscilliano e dai suoi seguaci.

Emerge dallo studio dell’Autore come la figura di Leone I occupi un posto di grande rilievo nella storia del quinto secolo, dominata da gravi contrasti politici, culturali e religiosi. Spettatore tutt’altro che passivo degli eventi, il pontefice seppe diventare vivace protagonista della storia civile e religiosa del suo tempo riuscendo a cogliere il confronto tra ortodossia ed eresia in termini di conflitto tra le diverse posizioni dottrinali, filosofiche e culturali affioranti sul difficile scenario del V secolo.

L’Autore, facendo di volta in volta puntuali riferimenti al Sermonario e all’Epistolario del pontefice, dimostra come entrambi siano il frutto di situazioni contingenti e diano, al tempo stesso, una chiara visione di quello che fu il suo atteggiamento in relazione alle polemiche dottrinali del suo tempo. Dal punto di vista dei contenuti, gli interventi leoniani contro le eresie consentono di identificare gli argomenti sui quali vertevano essenzialmente le discussioni teologiche, primo fra tutti la comprensione e formulazione del mistero di Cristo. Aldilà degli atteggiamenti intransigenti e di chiusura, dettati dal clima apologetico, Leone I ribadiva come unica garanzia della retta fede il costante e rigoroso rispetto dei fondamentali criteri su cui poggiavano e l’ortodossia e la genuina fedeltà alla Scrittura, al Simbolo, ai Padri. Se le eresie erano deviazioni rispetto alle fonti autentiche, errate interpretazioni delle stesse, l’ortodossia, di contro, era sicura continuità tra fede rivelata e tradizione patristica.

Completano il corposo volume un ‘Appendice che raccoglie tutti i passi e del Sermonario e dell’Epistolario utilizzati dall’Autore, una serie di Indici (Testi leoniani, Citazioni bibliche, Nomi, Autori moderni) di pronta e rapida consultazione.


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