Francesco Calveri

La Memoria dei papi
Medaglie dalle origini al Giubileo del 2000

 

Il Tempo – giovedì 14 ottobre 1999, p. 31

La storia del Giubileo e le medaglie dei Papi

I Giubilei della storia in tutto il loro splendore. Riappariranno, da oggi - con 50 medaglie pontificie in oro argento e bronzo dal ‘400 al 2000 - nella mostra «La memoria dei Papi» che sarà inaugurata, alle 13 nei complesso del Vittoriano, dal segretario generale del Comitato centrale per il Grande Giubileo, mons. Crescenzio Sepe, dall’asses­sore ai Rapporti istituziona­li dei Comune di Roma, Giancarlo D’Alessandro, dal condirettore generale dell’Agenzia per il Giubileo, Ciro dell’Acqua, dallo storico Remo Guidi e dall’ordinario di Pedagogia alla Terza Università di Roma, Claudio Volpi. Nel corso dell’inaugurazione sarà anche presenta­to il volume dl Francesco Calveri (proprietario dello straordinario medagliere esposto) «La memoria dei Papi. Medaglie dalle origini ai Giubileo del 2000» (ed. Tielle Media). Presentazione di mons. Sepe e contributi di Aldo Carotenuto, France­sco Sisinni e Cecilia Mazzet­ti di Pietralata.

Italia Sera – venerdì 15 ottobre 1999, p. 7

“La memoria dei Papi”

“La memoria dei Papi. Medaglie dalle origini al Giubileo del Duemila”: è il titolo della mostra che è stata inaugurata ieri mattina al museo del Risorgimento a Roma. Esposte sessanta medaglie pontificie i oro, argento e bronzo dal quattro­cento ad oggi, provenienti dalla col­lezione Calveri commemorazioni di Papi e di personaggi celebri, vicen­de religiose e civili, monumenti famosi dell’urbe, aperture e chiusu­re delle parte sante, la visita alle basiliche romane maggiori e alle altre mete di culto: attraverso l’e­sposizione delle medaglie è possibi­le ripercorrere e leggere sei secoli di storia del papato e della chiesa.

Tra queste la medaglie del Grechetto, coniata per il Giubileo del 1550. Citata da tutti i testi e mai apparsa in pubblico, è qui esposta per la prima volta. Di essa Michelangelo disse: ‘L’arte è morta perciocchè”. Anche il grande Giubileo del 2000 ha il suo piccolo tondello commemorati­vo.

 

L’OSSERVATORE ROMANO5 DICEMBRE 1999p. 10

Medaglie giubilari dalle origini al 2000

diArturo Bocchini

 

La scienza che classifica e studia le monete sia dal punto di vista storico che da quello artistico è chiamata numismatica. Una sua branca particolare è la medaglistica la cui attenzione è rivolta a quei tondelli metallici, in genere d’oro, d’argento, di bronzo o di rame, coniati o incisi alla stregua di monete ma ben più interessanti dal punto di vista artistico.

La medaglia, tra l’altro, è spesso di maggior diametro di una moneta ed è, di norma, prodotta in un numero molto limitato di esemplari e sempre senza l’indicazione di un valore facciale, caratteristica propria della monete divisionali o di scambio.

Giorgio Vasari, nella sua “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architettori”, riferisce che lo stesso Michelangelo, dopo aver visto una medaglia coniata da Alessandro Cesati, detto il Grechetto (XVI sec.), per il Giubileo del 1550 ebbe ad esclamare: “L’arte è morta perciocché mai potrò veder di meglio!

Nella loro struttura compositiva, quale che sia la tecnica del conio o dell’incisione impiegata, le medaglie hanno infatti stretti legami iconografici e stilistici con le arti maggiori.

Un rapporto che fu particolarmente stretto nel Rinascimento in un’epoca cioè in cui gli artisti, prima ancora che medaglisti, erano soprattutto pittori, scultori, orafi, incisori.

Scrive Mons. Crescenzio Sepe, Segretario generale del Comitato Centrale per il Grande Giubileo del 2000, che “sin dalla sua nascita la medaglia pontificia ha rappresentato un eccezionale strumento di diffusione dell’immagine e del ruolo dei Papi nella storia religiosa e, per un certo periodo, anche politica, sia per i contemporanei che per le generazioni future”.

Molto suggestiva è l’attribuzione a Papa Martino V Colonna (1417-1431) della prima medaglia papale il cui autore potrebbe essere stato quell’Antonio Pisano, detto il Pisanello (1395-1450), inventore della medaglia nel senso moderno del termine.

Ne dà ancora notizia il Vasari che scrive:”Il medesimo fece, in medaglioni di getto, infiniti ritratti de’ Principi de’ suoi tempi, e d’altri...” e ancora lo ricorda Paolo Giovio (1483-1552), in una lettera in volgare a Cosimo de’ Medici: “...costui (il Pisanello) fu ancora presantissimo nell’opera dei bassorilievi, stimati difficilissimi dagli artefici...e perciò si veggiono di sua mano molte lodate medaglie di gran principi, fatte in forma maiuscola...”.

Il Pisanello fece la sua prima medaglia sicuramente per Giovanni VIII Paleologo, giunto nella capitale toscana con il figlio Demetrio e il Patriarca Giuseppe II di Costantinopoli per il Concilio di Firenze del 1438, ma si ha notizia di una medaglia commemorativa coniata in precedenza per Papa Martino V in occasione del Giubileo del 1423: sul recto di quest’ultima era l’immagine del pontefice e sul verso la dicitura “Iusti intrabunt per eam” riferita alla grande novità di quell’Anno Santo: per la prima volta veniva aperta la Porta santa in San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma.

Altra medaglia relativa a Papa Martino V è un pezzo rarissimo (classificato RRR) emesso nel XVI secolo a ricordo delle virtù del grande Pontefice: sul recto è il ritratto del Papa contornato dalla scritta “Martinus V Columna – Pont. Max.” e, sul verso, la figura della dea Roma, liberamente tratta da monete di epoca imperiale, con la dicitura “Optimo Pontifici”.

Quest’ultima medaglia appare tra le circa duecento descritte con somma cura nel volume di Francesco M. Calveri “La memoria dei Papi – Medaglie dalle origini al Giubileo del 2000” (Ed. Tielle Media, Roma, 1999) e facenti parte delle note collezioni numismatiche Modesti e Calveri.

Il volume documenta in accurate schede i prezzi presentati indicando anche il loro diverso grado di reperibilità. Alcune medaglie sono, tra l’altro, così rare da essere definite “pezzi unici”, altre invece, di più recente emissione, sembrerebbero più facilmente reperibili comprendendo tra queste le medaglie relative all’attuale pontificato.

Per ogni secolo, dal 1400 al 2000, l’opera realizza comunque un percorso storico e artistico a partire dalle numerose medaglie del Pisanello a tante altre relative alle celebrazioni di eventi particolari quali, per citarne qualcuna, l’apertura del cosiddetto pozzo di San Patrizio a Orvieto (realizzato da Antonio da Sangallo), la cui medaglia commemorativa venne predisposta da Benvenuto Cellini (1500-1571) nel 1534 alla morte di Papa Clemente VII de’ Medici. Narra il Cellini, nella sua “Vita di se stesso”, che il Pontefice non fece in tempo a vedere la medaglia orvietana; o, ancora, l’inaugurazione della Fontana di Trevi nel 1736 sotto Papa Clemente XII Corsini (1652-1740). Quest’ultima medaglia venne coniata, con le altre del pontificato di Papa Corsini dagli Hamerani, padri e figli, artisti definiti e nominati, con rescritto del 1731: “Incisori di medaglie, ferri dell’Agnus Dei et sigilli, a servizio del Sacro Palazzo Apostolico”.

Una particolare rilevanza assumono, in questo contesto, le medaglie giubilari, definite a buona ragione importanti veicoli di “informazione” per il mondo cristiano. E questo è particolarmente evidente nella postfazione al volume di Aldo Carotenuto, una accurata analisi dell’aspetto comunicativo proprio delle medaglie, complice, naturalmente, l’ispirazione di ogni singolo artista. Il volume si chiude con un pregevole saggio di Francesco Sisinni a commento dell’ultima medaglia giubilare creata da Alessandro Romano.

Sisinni infatti suggerisce che “tra gli oggetti di devozione, la medaglia, assieme agli scapolari ed alle quadrangole, assume e conserva, per il pellegrino, valenze e significati molteplici: è, anzitutto, la testimonianza concreta di un viaggio e quel che più conta, dell’incontro auspicato ed attuale con il Divino...in un tempo e in un luogo di grazia”.

Alla luce di quanto appena esposto appare estremamente riduttivo indicare il volume solo come il catalogo della mostra, dallo stesso titolo, aperta fino al 12 gennaio del 2000 al Centro Informativo per il Giubileo presso il Museo del Risorgimento a Roma: un originale itinerario per ripercorrere la storia dei Giubilei.

 


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