Francesco Trisoglio

Gregorio di Nazianzo

Il Giornale d’Italia - giovedì 17 dicembre 1998

Gregorio di Nazianzo, teologo e poeta

di Romano Tripodi

Alle soglie del Terzo Millennio, nell’era della globalizzazione e della moneta unica europea ci si potrebbe domandare che senso abbia riesumare autori che scrissero sedici secoli fa, operare una sorta di flashback della Storia estraniandosi dallo spirito dei nostri giorni. Domanda più che legittima se l’Autore di cui parliamo, Gregorio di Nazianzo, si fosse chiuso nella nicchia della sua epoca, ingabbiato nei suoi problemi e nei suoi pregiudizi anziché ergersi, come fece, al di sopra delle contingenze cronologiche per guardare lontano.

Gregorio di Nazianzo appartiene alla schiera di coloro che seppero anticipare i tempi perché furono in grado di dialogare con se stessi e scrutare a fondo la loro anima. Si illuminarono ed illuminarono, fari della Civiltà e della Cristianità.

E all’uomo di Chiesa e di pensiero, all’oratore che il Medio Evo bizantino definì il “Demostene della Cristianità” è dedicato “Gregorio di Nazianzo” il libro di Francesco Trisoglio con il quale la giovane ma già affermata casa editrice “Tiellemedia” di Roma continua ad esplorare, fornendo spunti sempre più vivi al dibattito, quel composito mondo laico e religioso che va dal quarto secolo dopo Cristo al Rinascimento e la cui conoscenza è fondamentale per capire da dove veniamo e dove andiamo. Ed in questo percorso trovano giusta collocazione la figura e l’opera di Gregorio di Nazianzo (330-390), certamente una delle personalità piùricche e culturalmente importanti del IV secolo dopo Cristo. Non solo uomo di Chiesa ma anche poeta cui si deve la “rivoluzione” della poesia europea, il passaggio cioè dalla metrica quantitativa classica alla ritmica accentuativa vibratile. Psicologo e asceta seppe dipanare l’austerità da ogni asprezza. Patriarca di Costantinopoli abdicò immediatamente alla sua prestigiosa sede non appena vide trascurati i suoi progetti di “pace ecclesiale”.

Il libro di Francesco Trisoglio costituisce un limpido e preciso ritratto di Gregorio di Nazianzo, un’opera che si connota per la ricchezza delle fonti e l’originalità dei testi enunciati in una trasparente scorrevolezza capace di inchiodare alla lettura anche i non addetti ai lavori. Indispensabile per collocare la figura del protagonista nel suo tempo la introduzione storica del libro scandita dalle vicende che caratterizzarono, l’ormai agonizzante Impero diviso tra Roma e Costantinopoli.

 

 


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